Pubblico in questo blog un compedio di un paio di email che ho mandato alla lista di Assoli su questo tema, con un po’ di ritardo sugli eventi, ma è difficile tenere aperti tutti i fronti. Chiaramente non sono da intendersi come l’opinione di SEL a riguardo, quanto quella di chi scrive e delle altre persone che mantengono questo blog.
Inizio con un ragionamento più generale: tutte le pubbliche amministrazioni firmano protocolli d’intesa con le aziende. Io stesso lavoro in un laboratorio di ricerca frutto di un finanziamento congiunto tra la regione Toscana e privati. Non sono rose e fiori ma è innegabile che sia un’opportunità per diverse persone. Questo per dire che non penso che una regione possa permettersi di chiudere la porta in faccia ad una grande azienda che chiede di collaborare, e quando le aziende lo fanno, lo fanno sempre perche’ ne trarranno un beneficio. Nel momento in cui un’azienda viene a chiederti di firmare un protocollo di questo tipo il mestiere di una buona PA è farsi aiutare a fare cose che non saprebbe fare altrimenti ed evitare di creare qualsiasi vincolo inscindibile, anche se mascherato da concessione gratuita. I rapporti tra privati e amministrazione vanno giudicati criticamente ma sono abbastanza complessi da non poterli giudicare solo dai nomi di chi firma un accordo.
Detto questo, cosa c’e’ nel protocollo: l’inizio di “un rapporto di collaborazione per il perseguimento delle finalità di seguito indicate”, che sono:
- “Promuovere l’innovazione e l’eccellenza nell’ideazione, sviluppo e utilizzo delle tecnologie e soluzioni informatiche all’interno della Regione” che passa attraverso: “analisi congiunta delle discontinuità tecnologiche in atto…”, “valutazione di metodologie e soluzioni avanzate per la gestione ottimale delle risorse informatiche…”
- “Favorire lo scambio di esperienze al fine di incrementare le strategie per la diffusione della Società dell’Informazione in Puglia con particolare riferimento alle iniziative di sostegno alla diffusione dell’IT nelle PMI e nelle pubbliche amministrazioni pugliesi…” potenzialmente attraverso “un centro di competenza, da costituirsi congiuntamente, che stimoli la ricerca applicata nell’area delle tecnologie della conoscenza”
- “Favorire l’accesso e l’utilizzo del mondo scolastico e dei sistemi dell’istruzione alle tecnologie ed agli strumenti informatici più aggiornati, valorizzando l’impiego di soluzioni IT per fini didattici ed amministrativi, anche in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale”
L’unica cosa per cui la regione si impegna formalmente è scritto a pagina 5: “valutare..” e “favorire..”. Tutti gli altri punti sono indicati a titolo di esempio o come possibilità e qualsiasi iniziativa è vincolata dall’accordo in sede di comitato di indirizzo, in fine, è scritto chiaramente che non c’e’ nessuna esclusività (anzi, si cita l’inclusione di altri partner della regione) e tantomeno nessun vincolo sulla scuola. Microsoft fa protocolli come questo, e molto peggio di questo perchè prevedono lo scambio di software, in molti posti (http://www.microsoft.com/italy/education/convenzioni.mspx) ma in questo caso non sembra avere ottenuto la stessa cosa.
A me personalmente non fa piacere un accordo con MS per vari motivi: è un’azienda che, come già detto, ha una bella storia di comportamenti scorretti e per questo motivo penso che firmi soprattutto per facciata, e se capisce che non avrà modo di coltivare il suo orticello sarà solo un protocollo vuoto. La parte sulla formazione è quella che mi pare più pericolosa: quando tra le possibili attività, anche se solo a “titolo esemplificativo” si indicano la “promozione di iniziative volte a sviluppare e potenziare l’innovazione didattica con l’ausilio delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei processi di apprendimento” o la “promozione di programmi o progetti dedicati al settore Education che prevedono favorevoli condizioni per l’acquisto di software per le scuole” bisogna assicurarsi che questo non sia un primo passo per MS per entrare in Puglia calpestando le scelte di “neutralità” dichiarate nelle premesse. Mi pare però che una legge regionale sull’”open source” possa essere un buon modo per disinnescare questo pericolo.
Il protocollo ha sollevato molte critiche, un comunicato dall’associazione italiana per il software libero, uno del partito pirata. La prima risposta di Vendola è stata giudicata vaga e “fuori tema”. Il punto è a quale tema ci si riferisce. Il comunicato di Assoli pone legittimamente il problema della penetrazione di MS nella PA pugliese ma è stato scritto prima di avere il testo dell’accordo. Il protocollo però parla di infrastrutture molto più che di software, quindi la risposta era centrata sulle infrastrutture più che sul software. Nonostante questo viene citata espressamente una proposta di legge che verrà discussa la prossima settimana proprio sull’open source in regione Puglia, che, se approvata potrebbe rendere molto meno concreti questi rischi.
L’atteggiamento che non condivido è quello di sfiducia a priori. La Puglia saprà quale è il vantaggio che trae da questo accordo. O partiamo dal presupposto che c’e’ malafede nella regione oppure dobbiamo accettare che possa fare un accordo con un privato, se al contempo si mette al sicuro la neutralità delle sue infrastrutture.
A seguire, il secondo comunicato di Assoli proprio sul concetto di neutralità e la risposta di Nichi a quello del PP. Anche in questo caso non condivido il tono inquisitorio. Domande con un forte tono retorico, frasi perentorie, anche il riassunto un po’ scolastico dei vantaggi del SL per la PA. Mi pare che di fronte ad una regione che qualcosa sembra voler fare si può cercare un modo diverso. Non per evitare di fare critiche ma perche’ visto che in questo caso, contrariamente ad altre volte, Vendola ha risposto un paio di volte, magari si può cercare di parlarci.
Nichi ha risposto che per quanto si possa discutere delle interpretazioni, nel protocollo, nessuna azione della PA viene vincolata, nessun euro verso i privati e lo scopo è stimolare l’innovazione. A proteggere la neutralità delle infrastrutture pugliesi cita:
E l’autonomia decisionale della giunta pugliese si esprimerà con un progetto di legge, che vareremo a breve, per rafforzare la migrazione verso l’open source dei servizi che la Regione Puglia finanzia in favore di tutte le Pubbliche Amministrazioni pugliesi. Il che significa molto di più di una dichiarazione di principio. Finanziamo i servizi informatici solo se si convertono all’OS
Anche in questo caso, molte discussioni sono state fatte in lista Assoli, Frontiere Digitali, e chissà quali che non frequento. Sicuramente, il passaggio in cui Nichi dice di temere la disputa tra mercato e open source è quella che ha sollevato più discussione. Molti si sono sentiti esautorati delle loro competenze, e tanti fanno notare che effettivamente, non c’e’ mai stata nessuna contraddizione tra fare software FLOSS e fare business. Forse il riferimento è a quell’ultima frase del comunicato del PP in cui si dice che il “SL è l’unico software che non può essere controllato da nessuna azienda”. Lo chiederemo a Nichi la prossima volta, se vogliamo giocare al totointerpretazione mi pare stia dicendo che anche i modelli di business basati sull’OS, con le distinzioni del caso, sono comunque modi per fare quattrini, quindi, non è che se ti metti in mano a IBM che usa open source, IBM non proverà a renderti dipendente. Poi, che nonostante questo le ragioni percui una PA deve stare dalla parte giusta le sappiamo tutti, e visto che la premessa è una quella di una legge regionale, sembrano saperlo anche in Puglia. Spero che Assoli ed il PP decidano di cogliere quell’apertura che proprio Nichi fa verso la partecipazione nella realizzazione di uno dei punti che cita e si mettano in gioco in questo.
Insomma, per diversi motivi penso che fare un accordo con MS non sia una buona idea. Non perchè fa software proprietario, ma perchè ha dimostrato in passato di avere un brutto rapporto con la PA, che ha sempre visto come un territorio di conquista. Nonostante questo penso che se verrà approvata la legge regionale che Nichi ha citato, il problema sia del tutto ridimensionato, anche grazie all’attenzione che è stata sollevata dalla rete. Vorrei che la stessa attenzione che si è scatenata in questi giorni sia mantenuta fino a quando non sarà presentata la legge per metterne in luce i lati positivi, e pure quelli negativi se ce ne sarà bisogno.